È incredibile cosa può capitare sotto gli occhi andando in giro per l'università.
Quando due o tre (o sette) giorni fa ho sentito che la Cina stava accusando la cricca del Dalai Lama di aver organizzato i tumulti di cui si sta tanto parlando, la mia mente, come troppo spesso fa, è subito corsa a mettere insieme una delle ricostruzioni immaginarie che, oltre a rendermi tristemente famoso tra chi mi conosce, si possono definire politicamente scorrette (come faccio io per darmi un tono) oppure semplicemente irrispettose (come faccio sempre io - e molti altri - quando guardo in faccia la realtà).
La Scena:
Siamo in una stanza fiocamente illuminata, l'aria densa di fumo di sigaretta e dell'odore dell'alcol rovesciato per terra. Un gruppo di individui dall'aria poco raccomandabile - teste rasate, tonache rosse e gialle, rosari, effigi del Budda - è raccolto attorono a un biliardo: ridono, scherzano, un paio si raccontano di come hanno dato fuoco a un vecchietto paraplegico.
Entra il Dalai Lama: indossa una giacca di pelle e dei jeans. La prima cosa che fa è avvicinarsi al juke box e dargli un rapido pungo, deciso. La musica parte, obbediente.
Il Dalai Lama schiocca le dita e due - no, che dico - cinque ragazze si affrettano ad inginocchiarsi ai suoi piedi. Lui le guarda con sufficienza, dall'alto in basso. Ne fa alzare tre e se le pomicia, poi ne scarta una e si incammina con le due rimanenti. Le tre che sono state scartate si disperano e tornano fuori dal locale, in strada al freddo (siamo in Tibet), dove devono battere per tutta la notte, che se non tirano su almeno 600 Yuan i monaci le picchiano con una frusta di pelle di yak.
Dalai Lama: (ridendo sguaiatamente) ...e allora quello mi fa: "ma come? Rubi la pensione a un povero cieco come me? "... e io: "Sì ! "... e poi giù botte e calci!
Monaci: (in coro) AH AH AH. Troppo forte!
Dalai Lama: (facendo un cenno alle due ragazze per dire loro che possono andar via. Quelle si allontanano. Rivestendosi) Sapete che facciamo? Perchè non adiamo a rompere un po' le palle ai cinesi? Quei maledetti musi gialli! Voglio una rivolta entro domani mattina!
Monaci: (seri) Sì, capo!
I monaci escono. Il Dalai Lama rimane solo nella stanza e, dopo essersi scolato mezza bottiglia di rum, va ad aprire un armadio. Dentro c'è un prete imbavagliato e legato a un bersaglio gigante. Il Dalai Lama inizia tirargli freccette, commentando aspro: "Maledetta concorrenza".